Pagine

mercoledì 15 febbraio 2012

Gli italiani nella grande guerra dell'identità moldava

No, un frustrato io non sono!
Nicola Baldassare
Oggi si commemora il 77° anniversario della nascita di Grigore Vieru. Grande poeta moldavo, autore di poesie e versi tanto cari ai moldavi. Vorrei specificare senza possibilità di fraintendimenti: ho scritto moldavi e non basarabieni, o peg...gio, romeni, come farebbe piacere al poeta scomparso. Vieru, suo malgrado, era moldavo, anche se lui non ne era affatto convinto.
Vieru era uno dei tanti intellettuali frustrati che anelavano alla cosiddeta "unirea" con i "fratzi romeni".
I suoi estimatori e colleghi oggi approfitteranno della ricorrenza per rivendicare la loro appartenenza etnica romena. Per fortuna questi vecchi nostalgici sono pochi. E' per colpa di questi frustrati nostalgici che interpretano la storia a loro uso e consumo che in Moldova, forse unico paese al mondo, il governo è costretto a erigere cartelli con su scritto: " Moldova e tara ta" (La Moldova è la tua patria).
Di contro, anche quelli di etnia russa o ucraina non perdono occasioni di rivendicare le loro ormai lontane origini. E' una guerra di etnie tanto assurda quanto stucchevole. Basterebbe alle due etnie in competizione andarsi a leggere un trattato di storia scritto da autori indipendenti e non quelli "addomesticati" da nazionalisti romeni o russi per rendersi conto che sono inesorabilmente in errore.
Vorrei stendere un velo pietoso sulle farneticazioni politiche di Vieru e sottolineare il suo grande talento poetico e letterario riportando qui di seguito i versi di una canzone che considero un vero capolavoro.
Una canzone che non manca di suscitarmi grandi emozioni, a me che moldavo non sono. Questa canzone parla della casa dei vecchi genitori che non ci sono più e che i figli hanno intenzione di vendere. Un dolore lancinante per i tanti moldavi costretti a vendere la "casa parintesca".

CASA PARINTEASCA

Ascultati-ma, surori, pe mine,
Si voi, fratii mei, ce va sfaditi:
E pacat, nu-i drept si nu e bine
Sa vinzi casa care te-a-ncalzit.
Bani ne-ar trebui la fiecare,
Toti avem copii si vremea-i grea.
Insa cum sa vinzi fereastra oare,
Cea la care maica te-astepta?!
Casa parinteasca nu se vinde,
Nu se vinde tot ce este sfant.
Din atatea lucruri dragi si sfinte
Ochii mamei inca ne privesc.
O vom da si vor schimba lacata
Si vor pune si ferestre noi.
Si trecand pe langa ea vreodata,
Va privi ca la straini la noi.

Casa parinteasca nu se vinde,
Nu se vinde tot ce este sfant.
Din atatea lucruri dragi si sfinte
Ochii mamei inca ne privesc.
Vom pleca si noi canva din viata
Si parintii sus ne-or intreba
Ce mai face casa lor cea draga,
Cine are grija azi de ea.
Visualizza altro

18 ore fa · · 1


  • Victor Druță
    in questa poesia vieru esprime un sentimento del tutto naturale, però sbagliato e controtendenza con i tempi che corrono. i nostri tempi sono quelli dell'economia di mercato, tutto si vende, niente è stabile, possiamo avere fiducia solo nei... ricordi e nelle idee. si ricorda ricchi e poveri con la loro paese mio che stai sulla collina? quella canzone si addice ai nostri tempi moldavi, e non casa parinteasca di vieru. inutile aggrapparsi al passato.... in quanto riguarda ai nostalgici frustrati, anche garibaldi, anche mamelli, anche tutti coloro che fecero l'unità d'italia furono frustrati nostalgici, è così, baldassare?Visualizza altro

    18 ore fa ·





  • Nicola Baldassare
    Garibaldi non era un frustrato, era italiano. L'Italia come entità geografica esisteva già da migliaia di anni prima del 1860. Esistevano gli italiani che parlavano tutti la stessa lingua, il latino, ed avevano la stessa cultura e tradizion...i. La Romania NON E' MAI ESISTITA prima del 1867! I cosiddetti "romani" o "romeni", erano i discendenti dei soldati romani rimasti nel teritori della Valacchia, ripeto Valacchia, e non Moldova che aveva il suo territorio e la sua lingua. In Moldova i "romani" non si sono mai visti se non in sparute unità. La Moldova aveva da svariati secoli la sua lingua e cultura che non era affatto mutuata dai "romani" ma bensì da etnie slave, turche, magiare,polacche, etc. Quindi la sbandierata "romenità" dei moldavi è un falso storico alimentato dai nazionalisti romeni dopo il 1867.Visualizza altro

    18 ore fa ·





  • Nicola Baldassare Tu sei storicamente e etnicamente moldavo. Dovresti rivendicare la tua etnia moldava e non quella romena. I romeni sono nati nel 1867, tu sei nato molti secoli prima. Vieru era un frustrato costretto a subire l'occupazione russa e la russificazione forzata.
    17 ore fa ·





  • Victor Druță la romania è nata nel 800, come l'italia. come si chiamava il popolo che compose la romania? il popolo rumeno della moldavia e il popolo rumeno della valacchia. in 1918 si aggiunse il popolo rumeno della transilvania e il popolo rumeno della bessarabia moldava. vuoi dire che i lombardi, i genovesi, i siculi ecc. erano tutti italiani e noi non eravamo rumeni? perché mai questo trattamento discriminatorio?
    17 ore fa · · 2




  • 3 commenti:

    1. Con l'unificazione del 1867 non si sono uniti due territori "romeni" per il semplice fatto che l'etnia romena NON esisteva. Esisteva una comunità che parlava una lingua mutuata dal latino, una lingua "romanza", quella parlata dai soldati romani rimasti nel territorio dopo le guerre con i Daci. Questi soldati si sono concentrati più che altro nel territorio dei Vlahi, l'odierna Muntenia. La Moldova era una entità etnica e culturale a sè stante che risentiva delle influenza slave. Stefan Cel Mare parlava lo slavone e scriveva in cirillico. Quindi, per concludere, l'etnia romena è stata "inventata" nel 1867 attingendo tradizione e cultura dai moldavi e dai vlahi. L'etnia romena è un falso storico che i "romeni" hanno accreditato nel corso degli anni per ritagliarsi un passato e una storia.

      RispondiElimina
    2. Actorul Vasile Butnaru: O mana intinsa care ajuta intr-o zi intunecoasa este aceea ... de care oamenii isi amintesc pana la sfarsitul vietii ... Un hombre puede cambiar el mundo,y eres tu ... vasilebutnaru.files.wordpress.com

      RispondiElimina
      Risposte
      1. Actorul Vasile Butnaru: "O MANA INTINSA CARE MA AJUTA SA DUC CRUCEA NEAMULUI ROMANESC DIN BASARABIA MARTIRA ... ESTE MANA BUNULUI CRESTIN DE CARE IMI ADUC AMINTE PANA LA SFARSITUL VIETII ..."

        Elimina